Cosa è stato deciso alla COP26 di Glasgow?

Dopo due settimane di trattative a Glasgow, i negoziatori sul clima di tutto il mondo si sono riuniti per emanare un accordo “intermedio”. L’emendamento che ha fatto più scalpore è proprio quello sul carbone, che è stato divulgato in ritardo e ha lasciato il presidente della COP26 Alok Sharma a trattenere le lacrime.

Insomma, al vertice della COP26 è stato raggiunto un nuovo accordo globale, il Glasgow Climate Pact, che mira a ridurre gli impatti del cambiamento climatico, ma alcuni leader e attivisti affermano che non sia abbastanza.

Cosa c’è nell’accordo COP26?

L’accordo, sebbene non giuridicamente vincolante, definirà l’agenda globale sul cambiamento climatico per il prossimo decennio.

Emissioni

È stato concordato che i paesi si incontreranno il prossimo anno per impegnarsi a ridurre ulteriormente le emissioni di anidride carbonica (CO2) per cercare di mantenere l’aumento della temperatura entro 1.5°C, che secondo gli scienziati è necessario per prevenire una “catastrofe climatica”. Gli impegni attuali, se rispettati, limiteranno il riscaldamento globale solo a circa 2,4°C.

Carbone

Per la prima volta in una conferenza COP, c’era un piano esplicito per ridurre l’uso del carbone, responsabile del 40% delle emissioni annuali di CO2.

Tuttavia, i paesi hanno concordato solo un impegno per “ridurre gradualmente” piuttosto che “eliminare gradualmente” il carbone dopo un intervento tardivo di Cina e India.

Paesi in via di Sviluppo

L’accordo si impegnava ad aumentare significativamente i fondi per aiutare i paesi poveri a far fronte agli effetti del cambiamento climatico e passare all’energia rinnovabile.

C’è anche la prospettiva di un fondo da un trilione di dollari all’anno dal 2025, dopo che un precedente impegno per i paesi più ricchi di fornire 100 miliardi di dollari all’anno entro il 2020 non è stato raggiunto.

Sussidi per i combustibili fossili

I leader mondiali hanno deciso di eliminare gradualmente i sussidi che abbassano artificialmente il prezzo del carbone, del petrolio o del gas naturale. Tuttavia, non sono state fissate delle scadenze.

Accordo USA-Cina

I maggiori emettitori di CO2 al mondo, gli Stati Uniti e la Cina, si sono impegnati a cooperare di più nel prossimo decennio in aree che includono le emissioni di metano e il passaggio all’energia pulita. Ma il dubbio viene visto che la Cina è stata precedentemente riluttante a ridurre le proprie emissioni di carbone.

Alberi

I leader di oltre 100 paesi, con circa l’85% delle foreste mondiali, hanno promesso di fermare la deforestazione entro il 2030. Questo è considerato vitale, poiché gli alberi assorbono grandi quantità di CO2. Purtroppo, non è molto chiaro come verrà controllato il tutto.

Metano

Una strategia per ridurre del 30% le emissioni di metano entro il 2030 è stato concordato da più di 100 paesi. Il metano è attualmente responsabile di un terzo delle emissioni antropiche.

I grandi emettitori come Cina, Russia e India non hanno aderito, ma si spera che lo facciano in seguito.

Fondi

Le organizzazioni finanziarie che controllano 130 trilioni di dollari hanno accettato di sostenere la tecnologia green, come l’energia rinnovabile, e dirigere i finanziamenti lontano dalle industrie che bruciano combustibili fossili. L’iniziativa è un tentativo di coinvolgere le aziende private nel raggiungimento degli obiettivi di net zero.

La COP26 è stato il momento in cui i paesi hanno rivisitato gli impegni sul clima presi durante l’accordo di Parigi del 2015. Sei anni fa, ai paesi è stato chiesto di apportare modifiche per mantenere il riscaldamento globale “ben al di sotto” di 2°C e di cercare di puntare a 1.5°C.

Sapete cosa significa l’acronimo COP? COP sta per “Conference of the Parties” e quello di Glasgow è stato il 26° vertice annuale. L’obiettivo è continuare a ridurre le emissioni fino a raggiungere net zero entro la metà del secolo. La prossima COP sará in Egitto, la COP27.

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